Les Nouvelles Esthetiques Italia: intervista integrale alla nostra direttrice didattica Agnese Da Prato

Numero 351 Maggio/giugno 2019

a cura di CRISTINA LUCENTI intervista a AGNESE DA PRATO

Il segreto dell’innovazione?

GLI OSTACOLI COME RISORSE

Inizia su questo numero di ” Les Nouvelles Esthétiques Italia” una serie di interviste a estetiste che abbiano realizzato metodi, creato brevetti, ideato tecniche o protocolli di lavoro di successo, affinché possano essere uno stimolo per altre colleghe. Una sorta di collage di “muse ispiratrici” , professioniste che ci ricordino che il nostro lavoro è attenta osservazione, ma anche  creatività, intraprendenza, tenacia e passione.

Conosco personalmente Agnese Da Prato, con la quale ho condiviso un percorso formativo, e so che può raccontare la storia di un’ intuizione, a cui ha avuto seguito un’ accurata sperimentazione e quindi la creazione di Celluleasy®, una tecnica manuale per il trattamento della cellulite con scomparsa o attenuazione significativa dei noduli anche più ostinati.

AGNESE VUOI CONDIVIDERE CON NOI L’INIZIO DEL TUO PERCORSO? DA COSA E’ NATA LA TUA PASSIONE PER L’ESTETICA?

All’età di nove anni mi fu diagnosticata la sindrome di Raynaud: a causa di questo disturbo le mie mani erano fredde, insensibili e cambiavano colore dopo l’esposizione al freddo. Con il passare del tempo sono cresciute a dismisura, con dita gonfie e grosse. Quando giunse l’occasione di iscrivermi a un corso di Shiatsu raccolsi la sfida: l’insegnante lodava spesso le mie mani e così iniziai anch’io ad apprezzarle. terminato il corso, aprii uno studio di linfodrenaggio e shiatsu namikoshi in uno dei poliambulatori più quotati di Lucca, la mia città. Mi ritrovai circondata da medici conosciuti e apprezzati: la sala d’aspetto era sempre piena, ma non per i miei trattamenti. Non mi abbattei, coinvolsi degli amici a cui offrii massaggi gratuiti, loro in cambio tessevano le mie lodi in sala d’aspetto. Erano gli anni ’90 e lo shiatsu non era conosciuto come oggi, quando però alleviai i dolori di un cliente che soffriva di periartrite scapolo omerale, lo studio iniziò a riempirsi grazie al passaparola! Qualche anno dopo abbandonai tutto per amore e mi trasferii a Bologna, dove è iniziata la mia carriera da estetista.

CHE PERCORSI FORMATIVI HAI FATTO?

Dallo shiatsu sono passata al linfodrenaggio fino all’ayurveda e al massaggio classico occidentale. Ho avvertito l’esigenza dell’ascolto attivo, non solo manuale, così ho frequentato anche un corso di counseling psico corporeo. Allora non si poteva massaggiare senza il diploma da estetista, così ho conseguito l’abilitazione di direttore tecnico in estetica e l’abilitazione all’insegnamento al corso Formest dell’ Università di Ferrara.

CHE ESPERIENZE DI LAVORO HAI FATTO A BOLOGNA?

Amavo i percorsi benessere e i gommage marocchini, così mi sono recata in Marocco a imparare i percorsi tradizionali negli hammam. Quando seppi che stavano aprendo una Urban Spa a Bologna mi presentai e fui assunta come formatrice e tecnica.

QUAL E’ LA TUA PASSIONE NEL MONDO DELL’ESTETICA E PERCHE’

Mi occupavo dei massaggi, di percorsi sauna e bagno turco. Le clienti tuttavia cominciarono a chiedere trattamenti per contrastare la cellulite, ma né io né le colleghe riuscivamo a ottenere dei risultati efficaci. Non esisteva un trattamento efficace per la cellulite? Dovevamo inventarcelo!

COSì E’ NATA CELLULEASY® : UNA RIVOLUZIONARIA TECNICA MANUALE PER RIDURRE VISIBILMENTE I FAMIGERATI NODULI. SPIEGACI MEGLIO DI COSA SI TRATTA.

Mi sono buttata anima e corpo a studiare tutto ciò che riguardava la cellulite e ho scoperto un mondo che continua ad appassionarmi. Avevo a mia disposizione l’ esperienza dello shiatsu e del linfodrenaggio, che si basano entrambi sulla sensibilità manuale. Ho iniziato ad “ascoltare”il corpo invece che limitarmi a “guardarlo”: ho scoperto il reticolato delle fibre di collagene sclerotizzate, tipico della cellulite, lo manipolavo e riuscivo a percepire i cambiamenti dei tessuti. Ho anche codificato le risposte al dolore individuando quello dovuto alla manipolazione sulla pannicolopatia, quello dovuto alla compressione dei capillari (evitandone così la rottura), di un nervo infiammato o dei muscoli contratti. Con le clienti compiacenti ho iniziato a sperimentare: dopo quattro anni potevo dire di avere conquistato una tecnica che funzionava. Allora mi sono licenziata dalla Spa e ho aperto uno studio per perfezionare il metodo.

SO CHE CELLULEASY® HA OTTENUTO UN IMPORTANTE VALIDAZIONE, CI RACCONTI QUALI SPERIMENTAZIONI HAI FATTO?

Con l’aiuto di un medico nutrizionista ho fatto una sperimentazione con l’antropometria in 3D, che misura ogni variazione della circonferenza corporea: i risultati in perdita di centimetri erano eclatanti. Sapevo che il metodo funzionava, ma non capivo esattamente in che modo. Mi sono così iscritta al corso universitario per estetiste Formest di Ferrara e lì ho ottenuto le prime risposte: un impedenziometro BIA speciale, macchinario usato negli ospedali, ha evidenziato perché il mio massaggio funzionasse. Questo massaggio da dieci anni mi dava soddisfazioni con risultati incredibili sulla cellulite, avevo registrato il nome Celluleasy® ( “lisi” cioè scissione e smaltimento, “easy” cioè facile) e sapevo trasmetterlo agli altri..perché allora non condividerlo? Ho così deciso di aprire la scuola Weltic e insegnare la tecnica, basando la didattica sulle percezioni tattili e sull’anatomia palpatoria delle fibre dei principali muscoli fino ad arrivare alle fibre di collagene sclerotizzate. Il metodo Celluleasy® oggi è presente in 12 regioni italiane e a Belgrado, le estetiste che lo provano dicono che cambia il loro modo di lavorare e che una volta imparato a percepire le variazioni della pelle al tatto non riescono più a farne a meno.

SO CHE SEI UNA “FUCINA” DI IDEE E NON TI SEI FERMATA A CELLULEASY® , QUALI ALTRI PROGETTI HAI SVILUPPATO?

Ho brevettato dei particolari pennelli per i trattamenti corpo, con lo scopo di rendere fruibile a tutti il linfodrenaggio. Questo perché la mia nuova sfida riguarda il settore oncologico: vorrei che tutte le donne operate di tumore al seno potessero usare i miei pennelli per evitare il ristagno di liquidi nelle braccia. Produrli è molto costoso, ma non mi scoraggio e intanto proseguo con i comuni pennelli da estetica. L’altro progetto riguarda la tecnica Miomatrix un rimodellamento della matrice profonda con una finalità estetica olistica, che serve a liberare i flussi linfatici e sanguigni per migliorare a cascata tutto l’assetto PNEI. Continuo poi a occuparmi di formazione, sia nelle Spa sia nelle scuole dove insegno da dieci anni linfodrenaggio e massaggio base.

COSA SIGNIFICA PER TE ESSERE ESTETISTA OGGI?

Significa amare la bellezza in tutte le sue componenti: dalla pulizia della matrice alle mani perfette, da un viso luminoso fino alla grazia dei movimenti. Certo, non possiamo occuparci di tutto da sole: per questo credo nella necessità di specializzazione e nella collaborazione con altre figure professionali, perché ogni aspetto della bellezza va considerato in chiave olistica. Il ruolo dell’estetista oggi sta cambiando: non è più responsabile solo della bellezza ma anche della felicità delle clienti. Di conseguenza le scuole di estetica dovrebbero adeguarsi a una professione più complessa e sfaccettata rispetto al passato.

PENSI CHE LA BELLEZZA SIA UN VALORE? E SI SI’ IN CHE SENSO? COSA SIGNIFICA PER TE LA BELLEZZA?

La bellezza più che un valore è un’ esigenza: più ne abbiamo intorno e più siamo felici. Non possiamo farne a meno, tutti siamo attratti dalla bellezza. oggi si pensa solo alla bellezza esteriore e a vote si dimentica che la bellezza è l’espressione dell’interno, se non si è in uno stato di benessere non sarà una ruga che sparisce con il bisturi a farci stare meglio. La ricerca di bellezza è un percorso interiore che dura tutta la vita e va apprezzato in ogni momento.

COMPLIMENTI AGNESE, IL TUO E’ DAVVERO UN PERCORSO RICCO DI SPUNTI: COSA VORRESTI DIRE ALLE COLLEGHE IN QUALITA’ DI “MUSA ISPIRATRICE”?

Vorrei sottolineare soprattutto come nella nostra professione un ostacolo vada sempre percepito come una risorsa, perché lì c’è il segreto dell’innovazione!

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